The Sandman: quando il sogno diventa poesia… o incubo?
The Sandman - la serie tv di Netflix
Adattare The Sandman di Neil Gaiman era come cercare di imbottigliare un temporale: potente, caotico, bellissimo. Eppure Netflix ci ha provato, e con due stagioni (l’ultima uscita nel 2025) ha chiuso il cerchio di una delle serie più ambiziose e visionarie degli ultimi anni.
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La storia ruota attorno a Morfeo, il Signore dei Sogni, interpretato da Tom Sturridge con una serietà che farebbe impallidire anche Batman in meditazione. La prima stagione ci ha introdotti nel suo regno onirico, un luogo dove le leggi della fisica si prendono una vacanza e le emozioni diventano architetture. La seconda, invece, ci porta nel cuore del suo tormento: Morfeo non combatte più solo incubi e divinità dispettose, ma se stesso. E spoiler: non è una passeggiata.
Cosa funziona
Letteralmente, l’atmosfera da sogno! Ogni episodio è un viaggio visivo, con scenografie che sembrano uscite da un quadro di Böcklin e una fotografia che gioca con luci e ombre come fossero emozioni (o uscite un po’ dagli anni ’90). Quasi tutti i personaggi sono memorabili: Johanna Constantine (Jenna Coleman) è una delle sorprese più riuscite della seconda stagione, mentre il Corinzio (Boyd Holbrook) torna con un fascino inquietante da villain che non sai se abbracciare o evitare al buio (possiamo dire che ci ricorda tanto Nanami di Jujutsu Kaisen!).
Passiamo anche dalle tematiche profonde: si parla di famiglia, destino, identità, e persino di sacrificio. Morfeo deve scegliere tra il suo ruolo cosmico e l’amore per suo figlio. E no, non è una puntata di Beautiful nello spazio, ma con tutti questi parenti… un po’ ci si avvicina.

Cosa non funziona
Il Ritmo un po’ altalenante. Alcuni episodi sembrano meditazioni zen più che narrazioni. Se cercate una sere d’azione, dovrete aspettare… e aspettare ancora.
Abbiamo trovato anche un po’ di “Confusione morale”: in un mondo dove tutti hanno ragione e torto, a volte non si capisce chi stia facendo cosa e perché. È affascinante, ma anche un po’ snervante (Desiderio, per chi vi scrive, rimane un personaggio troppo ambiguo).
Infine come non parlare della troppa “verbosità”. Non è necessariamente un difetto, è un po’ come farsi cullare dalle parole, ma alcuni dialoghi sembrano scritti da un poeta in crisi esistenziale. Bellissimi, ma non sempre funzionali alla trama.

Curiosità nerd
Lo showrunner ha rivelato che volevano inserire un cameo del Batman di Robert Pattinson nel finale. Non è successo, ma solo l’idea ci fa sognare un crossover tra sogni e pipistrelli. E l’episodio bonus “Death: The High Cost of Living” è tratto da un film mai realizzato di Guillermo del Toro. Sì, avete letto bene.

The Sandman - trailer stagione 1
The Sandman - trailer stagione 2
Secondo LEI

The Sandman è come quel sogno che ti sveglia con il cuore in gola: bellissimo, ma non sai se ti ha lasciato un messaggio o solo confusione. Morfeo è affascinante, ma a volte sembra un ex fidanzato che non risponde ai messaggi. 😅 Alcuni episodi sono poesia pura, altri… un po’ troppo “filosofia da bar”.
Conclusione: Guardatelo se amate le storie che vi fanno pensare, sognare e un po’ impazzire. Ma tenete vicino un cuscino: potrebbe servirvi per riflettere… o per dormire.
Secondo LUI

The Sandman è come entrare in una libreria antica e scoprire che ogni libro è scritto da Morfeo in persona. Epico, profondo, ma anche un po’ troppo teatrale. Alcuni momenti sono da standing ovation, altri da “ok, ma dove stiamo andando?”. Il finale è potente, ma lascia quel retrogusto di malinconia che solo i sogni infranti sanno dare.
Conclusione: Guardatelo se volete un fantasy che vi prende a schiaffi emotivi e vi lascia con mille domande. Ma non cercate risposte semplici: qui si sogna in grande.